Bonus fotovoltaico 2027: il 50% vale fino al 31 dicembre, poi cosa cambia
Il bonus fotovoltaico 2027 è il tema che in questi giorni tiene banco tra famiglie e imprese. Oggi chi installa un impianto fotovoltaico con accumulo sulla propria abitazione principale può detrarre il 50% della spesa. Dal 1° gennaio 2027, però, a legislazione vigente l’aliquota scende al 36%. La partita si decide con la nuova manovra, che il Governo deve presentare alle Camere entro il 20 ottobre. Vediamo cosa sappiamo, cosa è ancora un’ipotesi e come muoversi, in particolare in Sicilia.
Detrazione fotovoltaico: le regole in vigore nel 2026
Per tutto il 2026 il fotovoltaico domestico rientra nel bonus ristrutturazioni. Le aliquote sono due:
- 50% per gli interventi sull’abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale;
- 36% per gli altri immobili, come le seconde case.
L’Agenzia delle Entrate comprende tra le spese agevolate anche i sistemi di accumulo integrati nell’impianto. Per chi vive in Sicilia, dove l’irraggiamento è tra i più alti d’Italia, la batteria è spesso ciò che permette di usare la sera l’energia prodotta di giorno e alzare la quota di autoconsumo.
Bonus casa 2027: cosa prevede la legge e cosa si discute
La legge di bilancio dello scorso anno ha già fissato il calendario: senza interventi, nel 2027 la detrazione scende al 36% sulla prima casa e al 30% sugli altri immobili.
Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha proposto di confermare il 50% sulla prima casa e il 36% sulle altre abitazioni anche nel 2027. È un’ipotesi, non una norma: la proroga dipende dalle risorse disponibili nella manovra. Il 13 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di bilancio; il disegno di legge è atteso in Parlamento entro il 20 ottobre, con approvazione definitiva entro fine anno.
Attenzione anche all’Ecobonus al 65% di cui si parla per la prima casa: le indiscrezioni riguardano pompe di calore, infissi, cappotti e solare termico, non il fotovoltaico.
Perché conviene decidere entro il 2026
La detrazione segue il criterio di cassa: conta la data del pagamento. Chi paga entro il 31 dicembre 2026 ha la certezza del 50% sull’abitazione principale. Chi rimanda scommette su una proroga che oggi nessuno può garantire.
I tempi tecnici contano: sopralluogo, progetto, pratiche con il distributore e installazione richiedono settimane. Muoversi in ottobre significa arrivare a dicembre con l’impianto pagato e, spesso, già in funzione.
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Bollette: il decreto ottiene il via libera di massima della Ue
L’altro fronte caldo è il prezzo dell’elettricità. La Commissione europea si è detta vicina a un accordo di massima con l’Italia sul decreto bollette. Il meccanismo sposta in bolletta il costo delle quote di CO₂ (ETS) pagato dalle centrali a gas, con l’obiettivo di abbassare il prezzo all’ingrosso più di quanto aumenti la bolletta. La premier ha ribadito che le regole europee “non possono aggravare la crisi”.
Il contesto resta teso: il 15 ottobre il PUN ha toccato circa 229 euro al megawattora e il gas sul TTF viaggia intorno a 86 euro. Le misure pubbliche possono attenuare i rincari, ma non cancellano la dipendenza dal gas. L’energia autoprodotta e consumata in casa, invece, non passa dal mercato all’ingrosso: è la forma di protezione più diretta per famiglie e aziende.
Imprese del Sud: più spazio per il fotovoltaico in autoconsumo
Buone notizie per le PMI siciliane. Lo schema di decreto del MASE che modifica la misura per le rinnovabili nelle imprese del Mezzogiorno ha ottenuto l’intesa della Conferenza Stato-Regioni il 1° ottobre. La dotazione per il fotovoltaico in autoconsumo delle imprese resta di 262 milioni di euro, ma la platea si allarga:
- potranno partecipare anche le imprese dei Comuni fino a 5.000 abitanti, prima escluse;
- la localizzazione in aree industriali diventa un criterio di priorità, non più un requisito obbligatorio;
- l’elenco degli interventi diventa indicativo e i prossimi avvisi potrebbero includere altre tecnologie.
Il primo bando, chiuso a luglio, ha impegnato appena il 22,6% delle risorse, con 566 domande per 59,1 milioni: restano quindi circa 203 milioni. Il decreto non riapre il vecchio bando ed entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: le date del nuovo avviso non sono ancora note. Chi ha un capannone o un tetto produttivo in Sicilia può però preparare fin d’ora diagnosi dei consumi e progetto.
E le famiglie siciliane rimaste fuori da “Energia solidale”?
Il 14 ottobre si è chiusa la finestra del bando regionale gestito da IRFIS FinSicilia: 12 milioni di prestiti a tasso zero fino a circa 19.920 euro per fotovoltaico e accumulo domestico. Per chi non ha fatto domanda resta la strada della detrazione al 50%, valida fino al 31 dicembre.
FAQ: bonus fotovoltaico 2026 e 2027
Fino a quando vale la detrazione del 50% sul fotovoltaico? Per le spese pagate entro il 31 dicembre 2026 sull’abitazione principale. Dal 2027 la legge in vigore prevede il 36%, salvo proroga nella nuova manovra.
La batteria di accumulo rientra nella detrazione? Sì: secondo l’Agenzia delle Entrate i sistemi di accumulo integrati nell’impianto fotovoltaico rientrano tra gli interventi agevolati.
Il fotovoltaico rientrerà nell’Ecobonus al 65%? Allo stato attuale no. Le ipotesi sul 65% riguardano pompe di calore, infissi, cappotti e solare termico, e non c’è ancora un testo di legge.
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Tra bollette ancora alte, detrazione al 50% in scadenza e nuovi fondi in arrivo per le imprese del Sud, l’autunno 2026 è una finestra da non sprecare. Come EPC contractor siciliano ed Elite Partner SunPower, Sun Eco Power segue ogni fase: analisi dei consumi, progetto, pratiche, installazione e assistenza.
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